LXXIX

By Giovanni Prati

Vasta pugna di Flegra, in questo a noi

da le Parche assegnato arduo pianeta

si rinnovan sovente i furor tuoi;

né a Giove sempre la vittoria è lieta.

Ché ora il savio si leva, ora il poeta,

ragion chiedendo degli affanni suoi;

e il re degli astri, non che in lor ripeta

l´antica morte e se n´allegri poi,

manda, a placar gli spiriti crudeli,

or la candida gloria, or la bellezza,

or la superba vision de´ cieli.

E cangiata è talvolta in fior di canto

l´ira dei dolorosi. Alta dolcezza,

anco il furor, se gli dà pace il pianto.