LXXIX

By Lorenzo de' Medici

“Come ritorni, Amor, dentro allo afflitto

cor, che pel tuo partire era tranquillo?”.

“Io torno nello impresso mio sigillo

fatto nel cor da' begli occhi trafitto”.

“Lasso, io credevo che fussi prescritto,

tanto è che libertà per suo sortillo!”.

“Non dir così, ché 'l primo stral, che aprillo,

gli occhi ché 'l trasson v'han sempre relitto”.

“Ben sentivo io nel cener fatto il core

pel fuoco che l'umor delli occhi stilla,

un picciol segno dell'antico amore”.

“Vedrai che quella picciola favilla

in te ecciterà eterno ardore,

colpa e disgrazia della tua pupilla.”