LXXV

By Francesco d'Altobianco Alberti

Noi siam condotti omai fra due estremi:

l'un non si può, l'altro non si comporta;

regnano i vizi e la virtù c'è morta,

invidia e avarizia i più supremi.

L'aperte borse e' danar pochi e scemi

ridotti in razza di pessima sorta,

secondo che pe' saggi si rapporta,

produrran frutti di cattivi semi.

Né v'accorgete ancor per tante prove

della confusion, ch'ognor v'acresce

disgrazia e danno qui e infamia altrove.

E s'al contrario ogni cosa rïesce

meritamente, i ciel, Saturno e Giove

dimostran sì ch'a lor ne pesa e incresce.

Chi malvolentieri esce

di contumace e quella non accusa

al conosciuto mal non vale scusa.