LXXVI – Bracciolini
Posta è la casa in una gran pianura,
A cui si va per cento strade e cento;
E tutte son con diligente cura
Pulite più d'ogni brunito argento:
Soffia da ciascun lato, e sempre dura,
Spirando dietro a i viandanti, il vento;
E l'aura fresca e l'odiosa porta
I piè correndo e sdrucciolando porta.
Tondo è il ricco edificio: e di diamante
Le mura, sono a ciascheduno specchio
Che si conduce al domicilio avante,
Rapido o lento, o giovanetto o vecchio.
L'uscio era per entro un dubbio calle errante,
Qual di più antri incavernato orecchio;
Che rende lui, con ammirabil uso,
Sempre a l'entrare aperto, a l'uscir chiuso.
Per entro al limitar, con la man destra
Grave d'alto martello, e con un chiodo,
Ch'ella batte a l'ingiù su la finestra
Conficcandol per sempre, acuto e sodo,
Sta la Necessità, dura maestra,
Da cui s'apprende in troppo acerbo modo
Che fuggire o difendersi non vale
Dal colpo inevitabile e fatale.
Con la Morte del pari a mano a mano
Va lo Spavento, in abito da donna.
Con le orecchie di lepre ode lontano:
Di cangiante color, breve ha la gonna.
Sopravvenirli orribil caso e strano
Teme, e trema, abbracciando una colonna:
La colonna rovina; onde ei perisce:
E fuggir si vorrebbe, e non ardisce.
Di negletti legati, e di ritorti
Testamenti derisi alte montagne
Giacciono per le logge e per le corti,
Tenaci men de i paviglion di aragne:
L'eredità di mille vecchi accorti,
Per cui dentro si ride, e fuor si piagne.
Corre a brodetto, e si consuma e sbratta,
A la barba di lor che l'hanno fatta.
Mille preghiere o che la Morte vegna,
O che si parta, errar veggionsi al vento:
L'avaro indarno a frenar lei s'ingegna.
Che già non rende il suo cammin più lento;
La sollecita quei che si disdegna
Di vil moglie mal presa, a suo talento;
E la chiama con speme e con desio
Il povero nipote al ricco zio.
Ma fa la Morte orecchio di mercante:
Gira a tondo la falce, e non risponde:
Ulisse le insegnò, quando costante
Passare ardì tra le sirene l'onde.
Si fa beffe di medici, e di quante
Ricette ogni spezial mesce e confonde;
E di color che ne' pianeti leggono
Le vite, e in terra i colpi suoi non veggono.