LXXVI

By Benvenuto Cellini

Scendi, Giove, dal ciel tra nube e pioggia

pien d'aureo splendore, e quanto puoi

mostrati bel nei divin spirti tuoi

per degna preda, e al ciel poi dolce poggia.

Al Bronzin, più divin ch'ogn'altro, appoggia

ogni sua gloria; e quel già dato a noi,

rivedutoti in ciel, rendicel poi

per ornarti il bel tempio, altare e loggia.

Ma vedi, se tu ami ancor la terra,

non cel tener: fa con le celesti ali

torni, ch'a noi tua gran beltà dimostri.

Deh, Signore, esaudisci i preghi nostri,

e poi ogn'altra grazia in te riserra,

ché pavento non c'è di maggior mali.