LXXVI

By Berardino Rota

L’herba son io, che ’l fior trista produce

la notte, e visto il sol chiuso il ritiene;

l’augel son io, ch’a l’ombra ed a la luce

piange il compagno suo, s’a morir viene;

l’arbor son io, che non mai frutto adduce

senza l’altra vicina, a cui s’attiene;

or quando fu d’amor miseria tanta?

Or quando un huom fu herba, augello e pianta?