LXXVI

By Bernardo Pulci

Benedette le lagrime e' sospiri,

benedetti i disagi con gli affanni,

benedetti gli strazî con gl'inganni,

benedetti gli sdegni e' mie desiri!

Non m'è vergogna, poi che tanti viri

presi fùr già d'amor ne' maturi anni,

che poco più di quattro lustri d'anni

son che qui venni a posseder martiri.

Latini, Greci, Ebraici e Caldei

hanno scritto d'amor mille volumi,

e 'l legger m'è paura, cibo e pasto.

Un testo truovo, e dice a' dolor miei:

«O tu, che per amor pur ti consumi,

medicina non giova a dente guasto!»