LXXVI

By Giovanni Prati

Lume ed amor degli eleganti achei,

Ozio, t´invoco: nel mio picciol lare

penetra, e sali sul fiorito altare,

e presiedi a le celie e a´ sogni miei.

Vedrem le ninfe, i satiri, gli dèi,

Argo, Atene, Corinto e d´Ega il mare,

l´Asia, i califfi, le burgundie gare,

le franche giostre e gl´itali tornei.

E incideremo in tavole di rosa

le allegre fantasie dell´intelletto:

ché Certaldo di noi non si vergogni.

Ozio d´Ellenia, a me vicin ti posa,

e dileguiam, sognando. È gran diletto

vanir su l´ala dei ridenti sogni.