LXXVI

By Iacopo Sannazaro

Spirto real, nel cui sacrato seno

interamente alberga ogni mia speme,

pon mente al fiero stral che mi ange e preme,

pria che mi tragga al fin col suo veneno.

Già il core è d'ira e di dolor sì pieno,

c'ognor sospira verso l'ore estreme,

e prega Amor, Fortuna e Morte inseme

che sian più preste a liberarlo almeno.

Tu sai ben, signor mio, che 'l duro affanno

d'ora in ora crescendo per mio strazio.

passat'è già più che l'undecim'anno.

Or poi che di ben far non se' mai sazio,

non indugiar; ché se più aggrava il danno

di rilevarmi poi non arai spazio.