LXXVI.

By Vincenzo Monti

Ben di tragiche forme pellegrine

Spesso il pensier Melpomene mi stampa.

E fiera in atto di terror s'accampa,

E il piè mi calza e mi rabbuffa il crine.

Ma surge fuori Amor dalle vicine

Del cor latèbre dove l'alma avvampa,

E con affetti di contraria stampa

Quelle forme cancella alte e divine:

Quindi la chioma mi compone e il manto,

E mi slaccia il coturno, e il crudo in vece

Vi pon la sua catena grave e dura;

Poi mi guata ridendo: e a me non lece

Nè pur lagnarmi. Quella diva intanto

Mi sparisce dagli occhi, e non mi cura.