LXXVII – Soldani

By Giacomo Leopardi

Io diedi a la giustizia mille morsi

Co' denti aguzzi di mio 'ngegno scaltro:

Io stiracchiai le leggi, e là le torsi

Ove pendeva il peso a' miei 'nteressi;

E inverso quelli senza freno corsi:

Esaltai l'empio, e l'innocente oppressi;

E in ogni magistrato, e in ogni uffizio,

Di mie 'ngiustizie alte vestigia impressi.

Queste fur le mie industrie, e l'artifizio

Che librò in aria il mio sublime volo,

Assicurandol d'ogni precipizio.

E un po' di mal con molto ben consolo:

Ché se nulla del desire avvien che manchi,

Perché menar la vita in pianto e 'n duolo?

Di sei destrier vie più che neve bianchi,

Che col corso divoran la Salaria

E l'Appia, il buon cocchier flagella i fianchi.

Vagheggia il colle tusculano, e l'aria

Schiva del Lazio la ben posta villa,

Or a l'ardor, ed or al gel contraria.

L'umor che Baccoa' verdi colli stilla

De la Tolfa e d'Orvieto, empie i cristalli,

E la verdea, che d'or puro scintilla.

La lauta cena i più ricchi metalli

Contengono: e s'incurva la famiglia

Ovunque arrivi, e gli occhi in quella avvalli.

A quanto al bel desio Vener consiglia,

Soccorre il diligente cameriero,

Che a tai bisogni il buon compenso piglia.

Se in questa vita puote alcun pensiero

Lugubre penetrare, e farvi nido,

Dical ognun ch'abbia 'l giudizio intero.

Dillo pur tu: te solo appello e sfido

De la tua coscienza al tribunale:

Senz'altro testimon, di lei mi fido.

Ella non può mentire: ella è il fiscale

Che per parte di Dio premia e gastiga

Entro la nostra mente il bene e 'l male.

Ella dirà se goda, o se t'affliga

Tuo cuor, o se ti sturbi o rassereni;

Se viva in pace o in travagliosa briga.

Ella dirà le ruote e le catene,

Le corde e i ceppi e gl'infuocati bronzi;

E ad una ad una annovrerà tue pene.

Dirà l'ultrici fiamme ove tu abbronzi;

Dirà qual verme entro l'udito interno,

Senza mai rifinar, sempre ti ronzi.

Quest'è il primo servito che l'inferno

Ti porta; acciò t'avvezzi a le vivande

Che si cucinan giù nel fuoco eterno.

Senti 'l fetor che da quelle si spande;

Senti l'amaro ch'ogni dolce infiela:

Onde sospiri in van per quelle ghiande

Il cui sapor sol innocenza immela.