LXXVII

By Benvenuto Cellini

Si può gloriar Giorgio perch'ha preso

sol quella vostra grazia per natura;

non are' io fatto men della scultura

se 'l mio destin il vostro avessi inteso.

Io sono spento, ed ero bene acceso,

non per mia colpa, sol disaventura:

asconde i nostri error la sepoltura,

qual fa un degno e l'altro vilipeso.

Quel sacrato immortal Creator, solo,

il qual governa i ciel, la terra e l'alme,

e l'ubbidisce l'uno e l'altro polo,

quel dà a ciascun le meritate palme,

qual tira al ciel, altri all'etterno duolo,

altri converte in disalmate salme.