LXXVII

By Bernardo Pulci

Veggio del tempo esperïenza troppa,

tal che di meraviglia or mi dipingo

e, se col vero insieme mi ristringo,

tutti siamo ombra, vento, fumo e loppa.

Vola il nostro caval, non pur gualoppa,

ché, pensando, dal cor lagrime attingo;

ma, per dir brieve, el nostro viver fingo

essere un cavalcar con Morte in groppa,

e nimici alle staffe armati e pronti,

Fortuna che fa scorta co' martiri,

e sento al vecchio dir: «Pur nacqui ieri».

Favole e sogni par che di sé conti;

tutti siam mercatanti di sospiri,

al ben far gravi, al mal destri e leggeri.