LXXVII

By Giovambattista Marino

Quando, teco sedendo in su la selce,

pria ch'infettassi il cor di questo morbo,

la sinistra cornice in cima al'elce

udì squittire e crocitare il corbo;

indi il mirto seccar, fiorir la felce

vide, e la vite aviticchiarsi al sorbo;

e, battute insul pugno, aride e sparse

le foglie del papavero disfarse.