LXXVII

By Giovan Battista Nicolucci

Scogli tremendi, tenebrosi chiostri,

ruinati sentier per aspra traccia,

rivi ch'eterno pricipizio caccia,

strepitanti profondi gorghi e mostri,

non mi spaventan sì gli orrori vostri,

né quest'aspetto fier sì a me minaccia,

che , s'è ben lunge, quella bella faccia

un Paradiso agli occhi miei non mostri.

Se sta lontana e col pensar la guardo

che saria poi se qua d'intorno e dentro

(e ciò pur fosse!) si trovasse meco?

Fendasi questa roccia e questo speco,

e il mal del mondo appaia, ch'ella a un guardo

m'affiderà dal Regnator del centro.