LXXVII.

By Vincenzo Monti

Sdegno, possente iddio, delle tremende

Furie fratello, a cui simil non parme

Ch'altri possa d'Amore spezzar l'arme

E dell'arco privarlo e delle bende;

Contro costei che il cor mi strazia e fende,

Perchè forte non vieni ad aítarme?

Perchè vile nell'uopo abbandonarme,

E dileguarti in faccia a chi m'offende?

Non vedi come per tradir prometta

E ridendo tradisca? E la tiranna

Ha forse in sua difesa un maggior nume?

Ahi! che senso di rabbia e di vendetta

Un sasso prenderìa. Ma l'ire inganna

Un girar di quel ciglio e il mio costume.