LXXVII
Scope, scope, o bone gente!
A chi piace di comprare,
in credenza o con dinare,
le darén cortesemente.
Scope, scope, o donne belle!
A voi sta del comperare:
maritate over citelle,
se voleti nette stare,
il convien farvi spazzare
vostre zambre, logge o sale,
che il star brutte o troppo male:
or comprate arditamente.
Nostre scope or intendete,
donne mie, son piene e forte:
li lor manichi vedete
grossi e longhi e non son storte.
Per spazzar le vostre porte
qui le scope noi portemo:
se una volta ve ne demo,
voi sereti ben contente.
Donne mie, per casa vostra,
sulle casse, panche o scanni,
adoprar la scopa nostra
voi posseri senza affanni:
non vedrete che ’n mille anni
una busca pur lassasse;
né lor manichi piegasse
mai vedrete per niente.
Queste scope allo spazzare
non faran polver niente:
se sapete pur menare
con la scopa destramente,
in tre tratti certamente
vostra casa netterete.
Se provar voi lo volete,
siàn contenti veramente.
Alle donne che non sanno
scope oprare, noi l’imparémo
tutti i modi senza affanno:
e lo manico li demo
in soa man e poi dicemo:
«con la scopa mena accorta,
senza darli nulla storta,
pur pian piano e lezermente».
Se la donna con destrezza
nostra scopa adopra piano,
averà tal contentezza
che restar mai vorrà in vano;
pigliaràlla spesso in mano
per far la sua casa netta:
poi la scopa in sua cambretta
serrerà cortesemente.
Chi con loro spazza una volta,
Magdalena o Catherina,
non sarassi pazza e stolta
che la presti alla vicina:
ma da sera e da mattina
lei vorrà sempre scopare;
e ancor dopo mangiare
vorrà spazzare prestamente.