LXXVIIb

By Antonio Beccari

Quelle pietose rime, in ch'io m'accorsi

di vostro ingegno e del cortese affetto,

èbben tanto vigor nel mio conspetto

che ratto a questa penna la man porsi,

per far voi certo che gli estremi morsi

di quella ch'io con tutto 'l mondo aspetto

mai non sentii; ma pur senza sospetto

in fin all'uscio del suo albergo corsi.

Poi tornai indietro, perch'io vidi scritto

di sopra 'l limitar che 'l tempo ancora

non era giunto al mio viver prescritto,

bench'io non vi leggessi il dì né l'ora.

Dunque s'acqueti omai 'l cor vostro afflitto

e cerchi uom degno quando sì l'onora.