LXXVIII (83)

By Luca Contile

Se Pitaco, Anassagora, Biante,

Pitagora, Diogene, Anacarse,

seguir le strade a vanitade scarse,

disprezzando per quelle il volgo errante,

che far devremo noi ch'agli occhi inante

la celeste bontà terrena apparse?

E se del meglior nostro stato ella arse,

dichilo chi di lei si truova amante.

Perché col lume di natura mai

Xenocrate, Platone, e gli altri antiqui

non compresero al fin quel ch'or l'afflige;

quel, dico, che de' nostri fatti iniqui

portò la pena, or per vetar la Stige

rendiamo a molto riso pochi guai.