LXXVIII. (i) PER LE NOZZE PAOLUCCI–MAZZA.
Finchè l'uom la desía, leggiadro oggetto
Certo è la donna e cosa alma e divina:
Ma nel possesso il ben cangia d'aspetto;
Muore la rosa, e vi riman la spina.
Il verace dell'anima diletto
Nella ricerca del piacer s'affina:
Quindi prodigo Amor tosto è negletto;
Quindi la noia col gioir confina.
Sopra il talamo tuo, sposa prudente,
Scrivi queste parole; e, fra le braccia
Dell'amato garzon, n'empi la mente:
De' tuoi tesori avara esser ti piaccia;
E pensa che colei presto si pente,
Che tutto accordi e desiar non faccia.