LXXVIII. (ii) PER LE NOZZE PAOLUCCI–MAZZA.
Rèstati in pace, Apollo. Ove sinceri
Versa i diletti d'aurea Citerèa,
Che importano a due sposi i lusinghieri
Poeti e la gentile arte febèa?
Fra le sidonie mense e fra i bicchieri
Dolce il crinito Jopa inno sciogliea:
Ma ne' primi d'amor caldi pensieri
Volgean ben altro in cor Dido ed Enea.
O rossor delle Muse! Erra e ribolle
Tutto il nume di Cipri ad ambidui
Gli sposi per le sciolte arse midolle:
E sul talamo intanto i carmi sui
Riversa il vate inesaudito e folle
Cantor digiun delle dolcezze altrui.