LXXVIII

By Ascanio Pignatelli

O quando fia, che rotto il duro stame

Che co 'l mondo mi lega, al ciel mi mene,

E da gli abissi a l' ombre sue serene

Smarrita agnella il mio pastor mi chiame?

Quando fra i paschi e i rivi suoi la fame

Sarà che satii, e la mia sete affrene,

E certa l' alma il suo perpetuo bene

Tranquillo goda, e più non speri, o brame?

Deh, ché non sdegno homai di questa vita

L' alte lusinghe, onde ritiemmi, e toglie

Sotto un breve piacer gioia infinita?

Ché non morte desio, s' ella mi scioglie,

E tronca con dolcissima ferita

L' empia radice di sì amare doglie?