LXXVIII

By Berardino Rota

A gran ventura tenni il mirar voi,

occhi che soli per mio sole io tenni;

a gran ventura il mal che ne sostenni

e la pietà che n’hebbe il mondo poi.

A gran ventura, Amor, gli stratii tuoi,

che fur pur troppo, ohimé, da che divenni

altr’huom di prima, e lieto a goder venni

quanto può dar signor cortese a’ suoi.

Hor tengo, lasso, a gioia, a gloria il pianto

(chi ’l crederebbe?) senza i dolci e rei

occhi ch’a gli occhi miei fur guerra e pace;

ed a miglior ventura anco terrei

s’io men gissi a giacer dove si giace

la bella spoglia ch’amo ed amai tanto.