LXXVIII

By Cecco Angiolieri

Il pessimo e 'l crudele odio ch'i' porto

a diritta ragione al padre meo

il farà vivar più che Botadeo,

e di ciò già buon dì men sono accorto.

Odi, Natura, se tu ha' gran torto:

l'altrier li chiesi un fiasco di raspeo,

che n'ha ben cento cogna 'l can giudeo:

in verità, vicin m'ebbe che morto.

"S'i' glil'avessi chèsto di vernaccia?"

diss'io, solamente a lui approvare:

sì mi volle sputar entro la faccia.

E poi m'è detto ch'i' nol debbo odiare!

Ma chi sapesse ben ogni sua taccia

direbbe: "Vivo il dovresti mangiare!".