LXXVIII

By Giacomo Lubrano

O di tutti i prodigii ultima mano,

termine d'una Ipostasi infinita;

da' nodi tuoi medesimossi unita

la Corona del Verbo al fral di Adamo.

Dentro Virgineo mar Tu fosti l'amo

che a l'Eterno pescò nuova la vita.

Tanto non seppe già la Grecia ardita

finger con metempsìcosi di Samo.

Anel di beatifico Imeneo

sposasti al Ciel la Terra; onde s'unìo

l'Altissimo ad un verme, il Santo al Reo.

Più de le glorie tue dir non posso Io:

per te con insolubile trofeo

non cessò morto l'Uom d'essere un Dio.