LXXVIII

By Giusto de' Conti

Chi non sa come Amor punge, et assale,

Et come arrossa i suoi seguaci, e imbianca;

Chi non sa come la parola manca

Quando mercè si chiede a cui non cale;

Come né forza, né argumento vale,

Né fuggir da man destra, o da man manca,

Allor che la ragion già vinta et stanca,

La strada, ove è smarrita, scerne male,

Miri nel volto di Medusa allora

Quando ver me disserra il fero sguardo,

Che per mia pena sempre cerco et fuggo,

Et guardi come aghiaccio, et poi come ardo

Davanti a chi di subito m'accora:

Et come ardendo tutto mi distruggo.