LXXVIII

By Lorenzo de' Medici

Se in qualche loco aprico, dolce e bello

trasporta il fatigato corpo e lasso

l'alma, sempr'è Amor meco ad ogni passo,

con cui sol del mio mal piango e favello;

se in bosco ombroso o in monte alpestro e fello,

veggovi Amor che siede sopra un sasso;

se in ima valle o in loco oscuro e basso,

nulla veggo, odo o penso, se non quello.

Né sa più il tristo core omai che farsi:

o fuggir ne' belli occhi alla sua morte,

o ver lontan da quei morir ognora.

Dice fra sé: “Se un tempo in quegli occhi arsi,

dolce era il mio morir, lieta mia sorte:

onde meglio è che ne' belli occhi mora.”