LXXVIII

By Ludovico Leporeo

Signor, che vincer sai domini e stati

In virtù di sentenze e di decreti,

E raffrenar con modi mansueti

Caparbietà degli avversari irati,

Meraviglia non è s'Eolo i suoi fiati

Aspira a' tuoi desir secondi e lieti,

E l'agitato Egeo tranquilla Teti,

Rompendo agli Scillei gli empi pirati.

Questi presagi son alti e graditi

Che il gran Nocchier degli Euri, Austri, Ostri e Noti

La navicella sua regger t'inviti.

Così Proteo, indovin de' fati ignoti,

Disperse in grido ai margoglini liti

Che regnaran sul Tebro i tuoi nepoti.