LXXVIII.

By Luigi Tansillo

Qual seno adombrâr mai candide vele;

Qual montagna nell'acque il piè nasconde;

Qual sì diserto lido batton l'onde,

Che non rimbombi delle mie querele?

Qual vento ha il cielo, che 'l rischiari, o vele,

E che 'l fiero Adria turbi, o che il seconde;

Che riscuota le selve, o che le sfronde,

Cui del mio mal l'alta cagion si cele?

Quante onde e pesci ha il mar quasi omai sanno

Il mio foco; e, s'io piango, mi dan fede

L'alghe e l'arene, che 'l suo letto fanno.

E questa fiera che morir mi vede,

Quanto più corro il mondo, e d'anno in anno

Nel duol m'avanzo, tanto men mi crede.