LXXVIII

By Auteur inconnu

A’ pentolin, brigata!

Chi ne vuol, non stia a bada:

poco fa, in un’altra strada,

ne spacciamo una brigata.

Noi abbiam questa nostra arte

sempre fatta con diletto:

dimoriamo in ogni parte

senza avere alcun rispetto;

quand’il lavorio va stretto

allor par che ce ne giovi:

chi nol crede, venga e provi,

e non resterà ingannata.

Pentolini abbiamo assai,

cotti bene e stagionati:

non si spezzeranno mai,

tanto son buoni e fidati;

quanto piú son maneggiati

saran sempre piú migliori:

questi son, donne, lavori,

e arete gran derrata.

Guarda ben ch’il pentolino

non sia fesso al comperarlo;

né vi spendere un quattrino

se si rompe nel toccarlo:

né ti giova lo stuccarlo

né l’avervi gran destrezza:

ogni moccolo lo spezza

e qui resta la picchiata.

Abbiàn fatto il buco agiato

perché ’l moccol nell’entrare

non bisogna sia sforzato:

chi vuol troppa furia usare,

non si de’ poi lamentare

se gli resta il guscio in mano:

questo è poi un caso strano

e che dà mala cazzata.

Voi medesime vedete

com’il manico sia fatto:

pur, s’in man voi lo volete,

siàn contenti per un tratto.

Gli è grosso e anche adatto

ché mai punto vi rincresca:

chi ne vuol, donne, ormai n’esca

né consumi la giornata.