LXXX

By Ascanio Pignatelli

Sorge contr' a l' incarco acerbo, e greve

Del mio dolor la speme alta, e sublime,

Qual lance suol, che quindi il peso opprime,

E quindi scarca s' erga, e si solleve,

Ma qual fondata in fral sostegno, e leve,

Ch' oltra le forze il suo valor estime,

Cade ella tosto, e de le glorie prime

Misero il fine, e la dolcezza è breve;

Né però al suo destin ceder già vole,

Ch' ardita pur su la ruina antica

Drizza a nuovi desir superba mole,

E doppiando i miei danni e la fatica

Rinascer sempre a la sua morte suole,

E 'n poca gioia eterno mal nutrica.