LXXX

By Giovambattista Marino

Qui tacque, e mentr'al Ciel la mesta fronte,

misero, e i lagrimosi occhi rivolse,

e 'nver l'amato e sospirato monte,

dov'era ogni suo ben, la lingua sciolse;

gli alti lamenti accompagnando il fonte,

con rauco mormorio seco si dolse,

e dolersi pareano et arder seco

le piante intorno, i fior, l'erbe e lo speco.