LXXXI. PER MONACA.

By Vincenzo Monti

Qui presso all'ara desolate insieme

Piangean le Grazie sul tuo crin reciso,

E là in sembiante di chi duolsi e freme

Stava in disparte Amor vinto e deriso.

Allor del folle a ravvivar la speme

Scoperse Libertade il suo bel viso,

E oprò contro il tuo cuor sue forze estreme

Con un sovrano tentator sorriso.

Ma nel chiuso fatal tu sorda il passo

Inoltrasti e sparisti. Ogni più schiva

Alma allor pianse, e ne avría pianto un sasso.

Sol nel nostro cordoglio il ciel gioiva:

E ben d'onde n'avea; chè al mondo, ahi lasso,

L'ornamento più bello in te rapiva.