LXXXI

By Benvenuto Cellini

Gentil Matteo, se queste nostre menti

capace fussin di quei santi modi,

che Dio ci mostra; e quanti pochi approdi

presso a quel ver, che poi ci fa scontenti;

se ben quei mia begli occhi Dio mi ha spenti,

del dato e tolto ben convien ch'io lodi

tutto 'l suo buon voler; vo' ch'ognun m'odi:

le voglie sue son mia maggior contenti.

Piacque a Dio farmi tal qual mostro e sono,

per virtù date alle celeste squadre,

dappoi che l'alma mia da quel si sciolse.

Benigne stelle, altre crudele e ladre;

questa mia vita pur supera 'l buono;

piace a Dio questo, e quei gli piacque e' volse.