LXXXI

By Domenico di Giovanni

Mari, Bastari, tu, e la tua Betta,

E i Topi, che tu hai a Monte reggi

In mandrie per te; ma tu pazzeggi,

Nel primaccio la lampana rassetta.

Coperto co i Colombi e la berretta

Vo' che la Gatta a mona Checca chieggi;

E che 'l Giardin sia sodo, ti motteggi

Le viti in terra, che non hanno retta.

Presteratti la Iacopa la sua,

E scriveranne al Nencio, e anche al Buono,

Per dare esempio ti farem la bua.

Non ho più lana, e cenci non ci sono;

Vonne col forzeretto un quarto, o dua,

Giovenco ha le camicie, ch'io ragiono.

Pier Frustà pari al suono,

Con orli di gran frangie, e di velluto,

E poscia d'Accia vuol che sia tessuto.