LXXXI

By Giovanni Prati

Sui mari, su le verdi isole e i porti,

su le terre che april ci rinnovella,

su l´alpi eccelse, in ogni fior degli orti,

e de´ cieli ridenti in ogni stella,

Luce, t´adoro, ossia che a la mia cella,

la diva notte o il roseo dì tu porti:

Luce, t´adoro, così grande e bella

su l´are ai vivi e su le tombe ai morti.

Certo le sette gemme hai tu nel volto;

ma, per ciò che sarai, son troppo scarsi

nostr´intelletti, e il vel dell´ombre è molto.

Però un giorno verrà che gli occhi miei,

nel glorioso lor trasfigurarsi,

sentiran ciò che fosti e ciò che sei.