LXXXI.

By Luigi Tansillo

Cantai, or piango: e se nel duro petto

Della nemica mia destasse il pianto

Tanta pietà, quanta fe' gioia il canto;

Vivrei nel duol, qual vissi nel diletto.

Ma chi mi fa cangiar voce e soggetto,

L'umor degli occhi miei non degna a tanto:

Così malgrado mio convien che quanto

Cantai di speme, or pianga di sospetto.

E perché 'l pianger mio vie più mi spiaccia;

Che 'l gradirei, se ciò non fosse, molto;

Quel che più dir dovrei, forza è ch'io taccia

Or, poi ch'io piango, e la mia donna vuole

Che celi il mal ch'a pianger m'ha rivolto,

Piovano gli occhi, e agghiaccin le parole.