LXXXII. PER MONACA.
Fuggía Licori al chiostro; e tutta in viso
Di santo zelo la bell'alma ardea:
E una luce gentil di paradiso
Tranquilla dai sereni occhi piovea.
In questa parte Amor vinto e deriso
Su le impotenti e rotte arme fremea,
E là sul crine verginal reciso
La calpestata Libertà piangea.
Il Piacer lusinghiero in questo mezzo
La sua tazza le offerse in su le porte,
E il vestimento le scuotea con vezzo.
Sorrise acerbo la donzella forte,
Chiuse le sacre soglie, e con disprezzo
Ne consegnò le chiavi in mano a Morte.