LXXXII

By Giosue Carducci

Lieto su i colli di Borgogna splende

E in val di Marna a le vendemmie il sole:

Il riposato suol piccardo attende

L'aratro che l'inviti a nuova prole

Ma il falcetto su l'uve iroso scende

Come una scure e par che sangue cóle:

Nel rosso vespro l'arator protende

L'occhio vago a le terre inculte e sole,

Ed il pungolo vibra in su i mugghianti

Quasi che l'asta palleggiasse, e afferra

La stiva urlando: Avanti, Francia, avanti!

Stride l'aratro in solchi aspri: la terra

Fuma: l'aria oscurata è di montanti

Fantasimi che cercano la guerra.