LXXXII

By Giovan Battista Nicolucci

Quanto più da' begli occhi m'allontano,

o vivo sol de la mia morta luce,

tanto più cerco invano

di ristorar la virtù stanca e afflitta

col ramentarmi del bel viso umano,

che se fin qui riluce

quella beltà che tutte l'altre avanza,

quella che porto dentro al cor descritta,

non però mi conduce

la forte rimembranza

de la vostra sembianza,

l'alto splendor, che sì conforta e luce,

né però fa ch'io guardi

la desïata forma

ch'or in pianto il pensier solve e transforma.

Oh occhi miei dolenti, oh cieche viste!

quanto, lasso, perdero i vostri sguardi

quando da l'alma mia vi dipartiste!