LXXXII
Pien d'ardir folle, a rimirar per gioco
cominciai l'Alba a seguitarla in terra.
Or sono in ciel, al sole, e mi fa guerra
la speme, che mi spinse a poco a poco,
e sento il vivo suo valor del foco
che mostra quel che lo intelletto serra,
e provo com'egli arde e come sferra
ogni saldo pensier dal proprio loco.
Mia donna 'l vede e, pur pietosa 'n viso,
la scorgo in me girar gli ardenti raggi,
quasi che del mio mal sé stessa accuse.
Celesti, almi, seren, degni viaggi
ch'avete in quella le virtuti infuse
ch'oggi dal centro m'alza al paradiso!