LXXXII

By Giovanni Prati

Impregnato d´umor, visita un vento

le montagne crinite, i mari arcani,

gli aperti campi, il ciel, gli aditi umani,

ogni cosa ch´è germe a nascimento.

Corre intensa la vita; un turbamento

dolce gli astri possiede; e nelle immani

cavature terrestri ancho i titani

di grand´erbe e di fiori han vestimento.

Questa febbre d´amor, che nel profondo

agita la natura, e fa materno

ad ogni punto e in ogni parte il mondo;

questa febbre d´amor vestirà l´ossa

fin dell´ultima morte. Ah, non eterno

esser debbe il mio sogno in poca fossa!