LXXXII

By Giusto de' Conti

Io non so se costei, per ch'io sospiro,

Se infinga o tema, o pur di me non cura

Ch'io mora affatto: et lei per mia sventura

Consenta il mio non degno aspro martiro.

Tu sai se già la piansi, et or m'adiro

Se più che le lusinghe la paura

Giamai potesse: et lei, pur ferma et dura,

Tanto mi sforza più quanto più tiro.

In questo il tempo perdo immaginando,

Finché un pensier geloso il cor mi strugge,

Che questa ingrata per altrui sospire:

Che, se non come vien sparisce et fugge,

Alla mia pura fede ripensando,

Veracemente io ne vorria morire.