LXXXII

By Ludovico Leporeo

O Ricovrati, fortunati siete,

Ché in questo cieco speco custodite

Le Muse chiuse, e trapassando gite

Le beate giornate in scene liete.

Di qua lunge ne va l'ozio, e la quiete

V'alberga e giace in pace, e non v'è lite:

Questi è il Museo, Logeo, stanze gradite

Di Socrate, Senocrate, e Talete.

Quivi co' raggi estivi non percuote

Febo, e non toglie a le foglie frondute

L'alimento del vento apeliote.

In questa loggia alloggia la virtute,

Né vi entran genti di menti idiote,

Ma d'ogni scienza ed eccellenza empiute.