LXXXIII

By Benvenuto Cellini

Con la

Domenico, angel sol di virtù mostro,

e quelle ben mostrate al secol nostro

con quell'alma ch'è 'n voi benigna e pia.

Se Dio facessi degna l'alma mia

a darle quei tesor che le fu mostro,

divoto molto più il Pater nostro

a Dio direi colla famiglia mia.

Io sempre amat'ho Dio con tutto 'l cuore

e così seguirò infin alla morte,

ché 'l folle viver nostro è un furore.

Nostra alma vien dalle celeste porte;

e 'l ben e 'l mal da' ciel, danni o favore;

non mai nostre virtù, ma cieca sorte.