LXXXIII

By Berardino Rota

Siami pur senza te concesso un giorno,

nemico empio dolor, mio vivo inferno;

lasciami pianto e tu, compagno eterno,

nè prender, Morte, la mia tregua a scorno

finché io ’l bel viso sovra ogni altro adorno

e tutto quel nobil thesoro interno

ch’in vergine real da lunge scerno

colorir possa a le mie carte intorno.

E tu, mio novo in ciel puro splendore,

perdona, priego, se tropp’oltra io miro;

tornerà poi ’l dolor, tornerà il pianto.

Ma chi potrà giamai giungere a tanto?

non ombreggia alto lume humil colore,

né si rinchiude il ciel con picciol giro.