LXXXIII

By Giosue Carducci

Son de la terra faticosa i figli

Che armati salgon le ideali cime,

Gli azzurri cavalier bianchi e vermigli

Che dal suolo plebeo la Patria esprime.

E tu, Kleber, da gli arruffati cigli,

Leon ruggente ne le linee prime;

E tu via sfolgorante in tra i perigli,

Lampo di giovinezza, Hoche sublime.

Desaix che elegge a sé il dovere e dona

Altrui la gloria, e l'onda procellosa

Di Murat che s'abbatte a una corona;

E Marceau che a la morte radiosa

Puro i suoi ventisette anni abbandona

Come a le braccia d'arridente sposa.