LXXXIII

By Giuseppe Parini

O monachine mie, questa fanciulla

è una fanciulla tutta bella e buona;

bella e diritta della sua persona,

che, come a donna, non le manca nulla.

Ella poppava quand'ell'era in culla;

poi, per forza di Cerere e Pomona,

è venuta una bella pollastrona

che finor dette al mondo erba trastulla.

Ella ha poi un cervel non dal suo sesso,

chè mai non fece una minchioneria,

se a sorte mai non la facesse adesso.

Ella è inoltre così divota e pia

ch'ella, sera e mattina, dice spesso

il paternostro e l'avemmaria.

In fine ella sarìa,

se Iddio daralle grazia ch'ella viva,

proprio il caso per la contemplativa;

e per la vita attiva,

poichè a far berricuocoli e ciambelle

non c'è un paio di man come son quelle.

Ei bisogna vedelle;

ch'io vi so dir che non varrìa danaio

appetto a lei il miglior ciambellaio

o berricuocolaio:

e s'ella vale un mezzo mondo a falle,

ne val più di millanta a manucalle.