LXXXIII

By Lorenzo de' Medici

Solea già dileggiar Endimione,

la stultizia accusar del bel Narciso,

prender ammirazion che tanto fiso

mirò l'immagin sua Pigmalione.

Lasso!, è il mio vaneggiar con men ragione

condotto ad amar tanto un pinto viso,

che non può con parole o con un riso

quetar quel gran disio che nel cor pone.

Almen dar mi potevan qualche aita

gli occhi ch'io fuggo e le leggiadre chiome:

questo non può la vana simiglianza.

Amor, la tua potenzia è infinita

(folle è chi 'l nega!), ché ho veduto or come

amar può il tristo cor sanza speranza!