LXXXIII
Solea già dileggiar Endimione,
la stultizia accusar del bel Narciso,
prender ammirazion che tanto fiso
mirò l'immagin sua Pigmalione.
Lasso!, è il mio vaneggiar con men ragione
condotto ad amar tanto un pinto viso,
che non può con parole o con un riso
quetar quel gran disio che nel cor pone.
Almen dar mi potevan qualche aita
gli occhi ch'io fuggo e le leggiadre chiome:
questo non può la vana simiglianza.
Amor, la tua potenzia è infinita
(folle è chi 'l nega!), ché ho veduto or come
amar può il tristo cor sanza speranza!