LXXXIII.

By Luigi Tansillo

Se il vostro piè calcasse volgar strada,

Ferrante, i' userei vosco e voce, e carta,

Per curar l'alta piaga, onde la spada

Di morte par che v'apra, e 'n due vi parta.

Purch'alma ignuda, che di qua si parta,

Uom non disperi che nel ciel sen vada;

Ch'è a noi del modo, onde la spoglia cada,

O se tardi, o per tempo; o integra, o sparta?

Se 'l corpo, che si dorme eterno sonno,

Merse nel letto suo rapido fiume,

Perché il mezzo di voi rubi ed involi;

Ed acque, e fiumi, e ferri a lei non ponno

Né arder, né troncar, né gravar piume,

Sì che dal mondo al suo Fattor non voli.